Agli amanti dell’arte e dell’architettura, Barcellona offre un itinerario artistico da ammirare sotto il sole catalano

Il Peix di Frank Gehry
commisionato per le
Olimpiadi del 1992
Immagini: AlamyTesto di Alessandra Fusé
La Sagrada Familia di Gaudà:, Las Ramblas, il Barrio Gotico, il Museo Picasso: questo à il classico biglietto da visita con cui Barcellona si presenta ai turisti. Ma per coloro che vogliono scoprire nuovi angoli altrettanto impregnati d’arte, la citté ne ha in serbo un altro; sono le strade e le piazze dove si erigono statue, sculture e veri esempi di virtuosismo architettonico ed estetico firmati da artisti contemporanei di fama mondiale. Un vero e proprio museo all’aperto che si può ammirare senza dover imbattersi in lunghe code.
Commissionate per lo più in occasione delle Olimpiadi del 1992 con l’obiettivo di creare un rinnovamento urbano, le opere hanno contribuito a trasformare il volto della citté attraverso una nuova integrazione del territorio con il tessuto sociale. Ma non solo, impregnate di contenuti che si ispirano all’alienazione nel quotidiano, all’incomunicabilité moderna ed al vissuto sessuale, le numerose sculture sono ricche di riferimenti esistenziali.
Dal modernismo architettonico, alla pop art, al surrealismo, il nuovo itinerario artistico si configura come un ponte tra la tradizione e l’arte contemporanea.

Els Mistos,
dell’artista di
pop art, Claes
OldenburgDirettamente nell’area olimpica, a lato del Pabellà³n de la II Repàºblica Espaà±ola, la scultura Els Mistos del maestro svedese della pop art Claes Oldenburg, dà il benvenuto dall’alto dei suoi 20 metri di altezza. L’opera, un puro virtuosismo multicromatico in acciaio, poggia su una base di cemento che funge da basamento per i giganteschi fiammiferi ripiegati su se stessi.
Sempre in tema di pop art, Cabeza de Barcelona (Testa di Barcellona) del pittore statunitense Roy Lichtenstein — la cui produzione à ispirata al linguaggio dei fumetti e della pubblicité — à diventata il simbolo per eccellenza del “nuovo” di Barcellona. Alta 20 metri e formata da otto elementi multicromatici, la scultura si trova in Paseo Colà³n.
Il surrealismo spagnolo trova invece la sua espressione più significativa ne La Dona i Ocell di Joan Mirò. Situata nel Parco dell’Escorxador, con la sua gigantesca forma fallica ricoperta di ceramica, su cui emerge una macchia nera — simbolo dell’organo femminile — la scultura à un inno all’amore fisico puro.

La Cabeza de
Barcelona di Roy
Lichtenstein,
simbolo della
modernité della
citté Ma per rendervi pienamente conto della rivoluzione urbanistica ed artistica che ha trasformato Barcellona in occasione delle Olimpiadi in una vera e propria vetrina di virtuosismo di architettura contemporanea, recatevi a Plaà§a de Europa, nelle vicinanze della piscina olimpionica Bernat Picornell e del palazzo dello sport Palau Sant Jordi. Qui troverete una delle principali installazioni di architettura contemporanea: la Torre de Telecomunicacià³ns di Montjuic, del valenziano Santiago Calatrava.
Questa enorme scultura dalla forma antropomorfica realizzata in acciaio e dipinta di bianco, troneggia la citté dai suoi 20 metri di altezza.
E per coloro che vogliano interrogarsi più a fondo sul rapporto tra filosofia e scultura, Una habitacià³ on sempre plou, dello spagnolo Juan Muà±oz in piazza Mar, à la risposta.
Le cinque figure di bronzo dalla forma antropomorfica e sferica sono collocate in un’area recintata. L’atmosfera à rarefatta ed enigmatica, e nonostante la condivisione dello spazio tra i diversi elementi, l’impressione à quella di una sottile alienazione ed incomunicabilité pirandelliana.
Da non perdere, invece, nell’area portuale accanto all’Hotel Arts, à Peix, un’ opera dell’architetto canadese Frank Gehry. Situata sul lungomare, la statua à un enorme pesce che sembra tuffarsi nel mare. For Peix, un’ opera progettata con il computer, Gehry utillizza la skin in, una tecnica che parte dalla creazione degli spazi esterni per poi definirne l’involucro.

David i Goliat di Antoni
LlenaSempre nell’area portuale, si trova l’opera David i Goliat, di Antoni Llena, alta 20 metri. Inizialmente un plastico esposto nel 1991 alla Galleria Joan Prats, oggi si trova nel centro dell’attuale Villa Olàmpica. Con i suoi tubi di acciaio inossidabile e alluminio, ed un’ampia lamina grigia forata di 120 metri quadri che ricorda vagamente un viso, David i Goliat à un vero e proprio monumento all’arte aerea.
Ma tra tutte, la citté di Barcellona non poteva non produrre un’opera che non rendesse omaggio all’artista catalano per eccellenza: Pablo Picasso. Commissionata nel 1981, in occasione del centenario della nascita del pittore, Homenatge a Picasso di Antoni Tà pies à un imponente cubo di cristallo di 64 metri cubi permanentemente bagnato da un costante flusso di acqua che dona alla scultura forza e vitalité .

Dona i Ocell di
Joan MiròAmmirare queste opere à una pura esperienza visiva ed estetica. Ma c’à di più. La ricchezza cromatica, la maestosité e l’audacia dei materiali utilizzati nelle diverse creazioni convergono ad esprimere un messaggio unico; la spinta innovativa con cui Barcellona e la più ampia regione della Catalogna, si sono imposte al mondo negli ultimi vent’anni.
Fuori citté : attrazioni culturali in Catalogna Il Teatro-museo di Dalà: , Figures (ad un’ora di distanza, verso nord). Aperto nel 1974 tra le vecchie mura di un vecchio teatro, espone opere collocate da Dalà: stesso senza un precisio criterio: “Chi à ignorante, non capirebbe comunque la mia arte; mentre chi conosce la mia opera, l’apprezza anche nel caos” amava ripetere Dalà: ai visitatori.
Monastero di Montserrat (a mezz’ora verso ovest). Arroccato su una montagna e raggiungibile con una funicolare, il monastero di Montserrat ospita una galleria contenente una preziosa raccolta di opere del Caravaggio, di Monet, Picasso, Dalà: e Mirò. Interessante anche la collezione di reperti egizi, completa di una mummia risalente al 2000 a.C. www.barcelonaturisme.com