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MATTEO MARZOTTO

IL FILANTROPO IN DOPPIOPETTO

Il successo negli affari non ha impedito a Matteo Marzotto di dedicarsi alla sua più grande passione: la fondazione di beneficenza in memoria della sorella


Matteo Marzotto in un ritratto
del famoso fotografo di ritratti
Armando Rotoletti
Testo di Francesca Lombardo

éil beniamino di tanta stampa rosa, che considerandolo lo scapolo d’oro d’Italia, non lo perde di vista un momento. Parliamo del quarantenne Matteo Marzotto, rampollo di una delle famiglie più in vista d’Italia, dal 18 marzo scorso CEO dimissionario della casa di moda Valentino Spa e co-fondatore della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica (FFC), una associazione che ha lo scopo di promuovere e finanziare progetti di ricerca per sconfiggere la malattia genetica. Tuttavia, al di là  dell’imponente visibilité  mediatica -particolarmente accresciuta con la direzione della Valentino - Marzotto à un uomo il cui quotidiano sembra ispirarsi ad una una filosofia di vita molto rigorosa. Parole come responsabilité , impegno, costanza, determinazione e missione puntellano le sue conversazioni.

“Vengo da un mondo di imprenditori in cui il concetto del lavoro à stato sempre preso molto seriamente”, spiega con un tono di voce pacato e discreto. “Ho respirato questo clima sin da giovanissimo, osservando prima mio nonno e poi mio padre, da cui ho imparato il rigore e l’impegno”. Marzotto si ritiene un uomo fortunato: “Avere in loro dei punti di riferimento à stato estremamente importante”.

I risultati di questo training tutto formato famiglia sono stati cruiciali, portandolo a soli 34 anni a diventare prima presidente e poi Ceo di uno dei marchi del lusso più importanti al mondo, la Valentino Spa. Tuttavia, nonostante il prestigio globale del marchio, l’azienda non sembra versare in buone acque. Il giovane Marzotto si rimbocca le maniche e guarisce quello che lui stesso definisce, il malato. “Quando ho assunto la direzione dell’azienda, avevo già  alle spalle un’esperienza formativa molto importante con Ferré”.


Collezione autunno- inverno 07/08 Valentino

Tuttavia, la sfida di gestire un colosso come la Valentino à imponente: “Abbiamo dovuto operare una pesantissima ristrutturazione e riorganizzazione a livello di riduzione dei costi, ma molto più profondamente abbiamo lavorato sul riposizionamento del prodotto”, spiega Marzotto.

La tradizione incarnata dallo stilista Valentino e il nuovo apportato da una più dinamica visione dell’imprenditore, crea una miscela esplosiva di successo che rimpolpa le casse dell’azienda e riporta il marchio agli splendori del passato.

“Il mercato del lusso à molto cambiato negli ultimi anni. La conoscenza approfondita del consumatore da raggiungere e la diversificazione del prodotto, sono state le chiavi portanti della nostra strategia”.


Matteo bambino
con la sorella
Annalisa nella
casa di famiglia
L’abito da sera lungo, vero e proprio trademark del marchio Valentino, non à più l’asso portante della fashion house. “Per raggiungere un pubblico più ampio e uscire dal discorso di nicchia, era importante imporsi anche con il daywear” commenta.

L’imprenditore e lo stilista riescono nella loro missione: “Abbiamo bilanciato le vendite dei prodotti diventando nuovamente competitivi nel mercato del lusso. Questo à stato il più grosso traguardo”.

La sfida à vinta. “Sono stati anni di duro lavoro ed impegno, ma a questo punto credo che il mio contributo alla Valentino sia giunto al termine”.


Matteo Marzotto
in una gara di
rally a Monza
Oggi i tempi sono maturi per guardare a nuovi orizzonti. Dimessosi dal ruolo di CEO della Valentino Spa, Marzotto si pone nuovi traguardi. Tuttavia à restio a parlare dei suoi piani futuri. Di certo, sceglierà  progetti che permetteranno al suo spirito competitivo di esprimersi al meglio. “Rimarrò nel settore della moda, questo à sicuro, ma à troppo presto anche per prendere una decisione. In questo momento sto semplicemente guardandomi intorno”.

Un punto fermo nella sua vita sembra invece essere il ruolo di co-presidente della fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica che Marzotto ha co-fondato nel 1997, di cui la compagnia aerea Myair.com à uno dei maggiori sponsor.Un ruolo questo che gli sta particolarmente a cuore.

Poco più che ventenne Marzotto perde l’amata sorella maggiore Annalisa di fibrosi cistica. Una malattia genetica molto diffusa in Italia ma anche poco conosciuta.


Matteo sulla sua
De Rosa
“Direi che più che una sorella, Annalisa à stata quasi una madre per me. E’ il mio angelo custode”. Proprio grazie a questo profondo legame Marzotto sente il dovere di sfruttare la sua visibilité  e la sua posizione a favore della Fondazione. “Considero questo impegno una vera e propria passione”.

E tra i mille impegni lavorativi, sociali e di beneficenza, come vive Matteo Marzotto tanta curiosité  da parte della stampa scandalistica sulla sua lunga collezione di fidanzate più o meno conosciute, vere e presunte? “Onestamente, me ne infischio. Se ho una fidanzata o vado a cena con un’amica, voi giornalisti scrivete pure. Non ho nulla da nascondere. Conduco una vita normale e sono a posto con me stesso”. www.fibrosicisticaricerca.it

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