INTERVISTA A MASSIMILIANO GIONI
DIRETTORE ARTISTICO, FONDAZIONE NICOLA TRUSSARDI
di Francesca Lombardo
Da cosa nasce il desiderio di creare una fondazione per l’ arte?
LA FONDAZIONE TRUSSARDI E’ NATA NEL 1996, quindi in un momento in cui le fondazioni e i musei privati quasi ancora non esistevano. Nei primi anni la Fondazione Trussardi portava collezioni di importanti musei a Milano. All’inizio era diretta da Nicola Trussardi al quale è subentrata Beatrice Trussardi con l’intenzione di trasformare la fondazione da prestigiosa vetrina di capolavori internazionali a centro propulsore di nuove idee. Nel 2003 Beatrice Trussardi mi ha invitato a diventare Direttore Artistico e insieme abbiamo deciso di trasformare la Fondazione Trussardi in un nuovo modello di istituzione. La Fondazione Trussardi ha deciso di cercare nuovi spazi, complessi monumentali, edifici storici, palazzi dimenticati, e luoghi pubblici ad alto valore simbolico, nei quali invitiamo i più interessanti artisti della scena internazionale a creare opere ad hoc, esposizioni site specific e progetti sviluppati appositamente per questi spazi espositivi straordinari. Le opere e le mostre sono prodotte interamente dalla Fondazione Trussardi. E’ una specie di museo mobile o una fondazione senza fissa dimora: un’istituzione che si rinnova a ogni apparizione e invita gli artisti a riscoprire la città e a ridisegnare una nuova geografia personale.
Per ogni mostra cerchiamo di produrre e realizzare progetti impossibili. Dall’autoritratto in forma di pallone aerostatico di Pawel Althamer ai bambini impiccati di Maurizio Cattelan, dai giocattoli per adulti di Urs Fischer alla mostra con animali vivi di Paola Pivi, la Fondazione Trussardi ha realizzato esposizioni che hanno la forza di un’allucinazione e la leggerezza di una visione. I film assurdi di John Bock, le illusioni di Elmgreen & Dragset, i documentari poetici di Anri Sala o gli oggetti impazziti di Martin Creed, i viaggi sentimentali di Darren Almond o le invenzioni senza fine di Fischli & Weiss: la Fondazione Trussardi insegue un’idea di arte come realismo magico, come creazione di nuovi mondi possibili. Proprio perché spesso lavoriamo negli spazi pubblici o in luoghi che rendiamo pubblici per la prima volta, ci interessa creare immagini memorabili, uniche, che si infilino sotto pelle. Molto spesso le mostre della Fondazione suscitano discussioni nella città di Milano e nel mondo, proprio perché crediamo che l’arte debba essere patrimonio di tutti e tutti debbano potervisi confrontare: l’arte deve essere uno spazio in cui si incontrano diversi racconti e punti di vista. Anche per questo le nostre mostre sono sempre gratuite e aperte con orari che molto ampi: la missione della Fondazione Trussardi è sempre stata quella di diffondere l’arte contemporanea negli spazi e nei canali più inaspettati, mettendola davvero a disposizione di tutti.
Avete progetti per espandervi ulteriormente?
PROPRIO PERCHE’ ci interessa un altro modello di cultura e di distribuzione, siamo sempre in costante espansione. Ma invece di costruire cattedrali e musei, pensiamo a espansioni più laterali. Il nostro motto è ‘meno hardware e più software’: più idee, più progetti, più opere di artisti realizzate per luoghi speciali. Non ci interessa l’idea di espansione come creazione di nuovi musei, quanto piuttosto la possibilità di mostrare che ci sono spazi indimenticabili e inutilizzati, vecchi palazzi ed edifici industriali, ma anche luoghi meno prevedibili come i maxischermi sui quali di solito passano solo immagini pubblicitarie: la Fondazione Nicola Trussardi si dedica proprio a questa riscoperta di luoghi ricchi di stratificazioni in cui le opere d’arte si inseriscono in un intreccio di storie. E poi tutte le opere prodotte dalla fondazione sono state esposte in musei e biennali di tutto il mondo, quindi l’espansione la fanno davvero le opere, che è il modo più bello per promuovere la nostra attività, lasciando che sia l’arte a parlare di noi.
Come selezionano gli artisti?
CI INTERESSA LAVORARE Con gli artisti più interessanti del momento. Di solito prediligiamo artisti che abbiano già una certa visibilità e un certo consenso nel mondo degli addetti ai lavori dell’arte contemporanea, ma che non hanno ancora avuto modo di confrontarsi con il grande pubblico, o se non altro con un pubblico molto diverso, nel quale confluiscono appassionati ma anche curiosi e passanti. Per queste ragioni di solito scegliamo artisti piuttosto giovani, ma in ascesa: vogliamo anche che la Fondazione Trussardi possa segnare una crescita importante nella loro carriera, un’occasione per segnare una differenza. E a giudicare dai progetti finora, questa scelta funziona molto bene, visto che in molti casi abbiamo prodotto e realizzato le prime mostre ambiziose e complesse per artisti che poi sono esplosi nel circuito dell’arte internazionale. Naturalmente, visto che l’arte è il terreno della libertà e dell’imprevisto, ci piace anche cambiare le regole e ad esempio una delle nostre ultime mostre ha visto come protagonisti Fischli & Weiss che ormai sono due indiscussi maestri del contemporaneo. In molti casi sono anche i luoghi a suggerirci gli artisti. E poi ci piacciono gli artisti capaci di avere sogni e visioni quasi irreali. Prima di ogni progetto con la Fondazione Trussardi chiediamo sempre se c’è un progetto che non sono riusciti a realizzare altrove: ci piacciono queste sfide.
Quale e’ il rapporto con la casa di moda?
SI TRATTA DI UN rapporto molto stretto e al contempo fluido, nato da un dialogo costante con Beatrice Trussardi. Ma di certo ciò che rende la Fondazione Trussardi diversa da molte altre emanazioni di case di moda è che non c’è un rapporto diretto, non si tratta di fare pubblicità a prodotti di moda o disegnare le vetrine dei negozi. E’ un legame molto più sofisticato e profondo. Innanzitutto si tratta di coltivare l’eccellenza in entrambi i campi: a Beatrice Trussardi sta a cuore proprio questo culto della perfezione, dell’eccellenza. E poi si tratta anche di creare un contesto di ricchezza culturale non solo per l’azienda, ma anche per la città: Beatrice Trussardi lavora sempre con consulenti e professionisti giovanissimi e cosmopoliti, per sviluppare non solo un prodotto ma una visione totale in cui i segnali della contemporaneità più interessanti vengono innestati su una tradizione solida, di conoscenza dei materiali per dare vita a un nuovo linguaggio in cui novità e storia trovano un equilibrio perfetto. In questo senso anche la ricerca di spazi dimenticati, di palazzi storici, il dialogo tra la contemporaneità delle opere e la storicità degli spazi espositivi, esprime al meglio i valori della casa di moda, in quel legame costante tra conoscenza del passato e visione del futuro. E poi alla fine credo che Beatrice Trussardi e con lei tutta la casa di moda sia soprattutto interessata al bello, un’esperienza che si può avere nel campo dell’arte ma anche dell’archtiettura, come a Palazzo Marino alla Scala - la sede di Trussardi a Milano -in cui di nuovo si combina storia e architettura d’avanguardia, ma anche in cucina, nel ristorante Trussardi di Andrea Berton, uno dei migliori giovani chef in Italia.
La famiglia Trussardi ha una partecipazione diretta nella fondazione?
CERTO, non solo Beatrice Trussardi - che è il CEO della casa di moda - è il presidente della Fondazione ed è attivamente coinvolta nella scelte strategiche della Fondazione: Beatrice Trussardi è anche molto presente nella ricerca dei luoghi e in quel complesso lavoro di diplomazia per avere accesso a spazi che in molti casi sono stati chiusi per decenni. E poi tutte le mostre e iniziative della Fondazione sono dal punto di vista economico sostenute dalla famiglia: è davvero una straordinaria forma di mecenatismo, perché si tratta non di creare una collezione o di arredare una casa, quanto piuttosto di creare occasioni uniche per gli artisti e per il pubblico, producendo opere ed esposizioni che possono solo esistere in questo contesto. In fondo è un’idea allo stesso tempo molto tradizionale e molto radicale di mecenatismo: è molto contemporanea perché flessibile, non legata a un museo, più schizofrenica e mobile. Ma è anche molto antica perché in fondo si tratta di realizzare opere ed esposizioni per luoghi speciali: in fondo non è molto diversa da una cappella rinascimentale, dalla commissione per un grande ciclo di affreschi.
Quale sono gli obiettivi futuri?
Mi puo’ parlare delle collaborazioni con altre fondazioni d’arte musei ecc..
VISTO CHE PER LO PIU’ si tratta di opere realizzate per spazi molto speciali, di solito la Fondazione Trussardi lavora direttamente con gli artisti, in un dialogo e una collaborazione fittissima: siamo particolarmente orgogliosi di aver prodotto decine e decine di opere ormai. La collaborazione più stretta è quindi con gli artisti. Certo, poi le opere continuano la loro vita, e come dicevo pressoché tutte le nostre produzioni sono state poi esposte in musei e biennali in tutto il mondo, dalla Corea alla Spagna, in Francia, America e Germania, giusto per citare a caso. Inoltre di recente abbiamo anche collaborato con la Tate Modern di Londra e con la Kunsthaus di Zurigo per creare una versione assolutamente unica e personale della retrospettiva degli artisti svizzeri Fischli & Weiss. Ci interessa proprio questa flessibilità, la possibilità di collaborare con il più importante museo al mondo, la Tate Modern, ma poi avere anche la capacità di lavorare in maniera assolutamente personale, da soli nello studio degli artisti per creare una mostra per un luogo unico come Palazzo Litta, una residenza nella quale Napoleone andava a ballare e sedurre la padrona di casa…
Quale e’ il programma dei progetti tra novembre e gennaio…
ANCORA TOP SECRET MI SPIACE.