Colori brillanti e tessuti sontuosi: questa la ricetta dei grandi stilisti per ‘snobbare’ la recessione
testo di Katie Greengrass



Lasciatevi alle spalle la stretta creditizia! Scendete in passerella! Quando le collezioni estate 09 sono esplose con i loro mille colori e motivi stampati, il messaggio è apparso subito chiaro: i più grandi stilisti mondiali non avevano intenzione di arrendersi all’economia, anzi, avrebbero sfidato la crisi con un magnifico “technicolor”.
Sul cupo sfondo delle preoccupazioni economiche, la moda primaverile punta sulla fantasia, sulla speranza e sulla “joie de vivre” e per affrontare il momento adotta i colori più brillanti, le stampe più esotiche e i tessuti più sontuosi che si possano immaginare. Lo stilista cipriota Erdem, vero campione del tappeto rosso, ha giocato con la fantasia nella sua collezione estate 09.
Ispirandosi al Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, ha sfoggiato pizzi elegantissimi e sete meravigliosamente stampate in dosi massicce. Non ha permesso che un’inezia come la globale contrazione della ricchezza intralciasse la sua visione artistica. I creatori di colori Alber Elbaz, per Lanvin, e Matthew Williamson, inglese di nascita, ma di stanza a New York, hanno infranto tutte le regole dello stile, facendo scontrare le tinte più improbabili, dal mandarino al rosso vivo, dal rosa al color pesca, dal turchese al verde acido. E i loro abiti sgargianti sono risultati non solo di ottima fattura, bensì fiduciosamente aperti al futuro. Perché scegliere un tetro bianco e nero se si può dipingere il proprio guardaroba con tutti i colori dell’arcobaleno?
Le collezioni di questa stagione, però, non si caratterizzano soltanto per la loro sfida alla crisi economica, bensì anche per una grande apertura a influenze che arrivano in passerella da ogni angolo del mondo. Dolce & Gabbana ha creato una collezione originalissima, che fa ampio ed esplicito riferimento alla storia giapponese. I loro completi di seta simili a pigiami, corredati con fusciacche tipo obi e gonne a kimono, creano un’immagine da “geisha”, per certi versi tradizionale. La collezione stile “cowboy” presentata in passerella dalla casa di moda parigina Hermes, invece, avrebbe fatto una splendida figura in un film western. I modelli indossavano blazer di denim sbiaditi, gonne stracariche di inserti, con tanto di Stetson in testa e “vaqueros” ai piedi, nel più perfetto stile da Far- West americano. Lo spettacolo più esotico, comunque, è stato l’omaggio alla cultura tribale offerto a Parigi da Louis Vuitton, con modelle in tuniche piumate, borse con bordure “animalier” e sandali ornati di perline, che avanzavano lungo una passerella immersa in un’atmosfera da giungla.
La natura è un altro dei temi portanti delle collezioni estive: mai come quest’anno gli stilisti hanno fatto uso di stampe evocanti le pelli animali. In casa Prada, quindi, vediamo comparire la pelle di serpente, mentre Cavalli presenta tenute leopardate da capo a piedi e Vuitton sceglie insolite combinazioni di pelle, PVC e scamosciato. Alexander McQueen, ragazzo dell’East End londinese, enfant terrible della moda, ha addirittura stampato immagini radiologiche sui suoi abiti da donna e da uomo: se cercate un tipo di stravaganza scioccante ed eccitante, fidatevi di lui.
Il trucco, quest’anno, consiste nell’estrarre piccoli accessori dagli scenografici modelli presentati in passerella. Che si tratti di aggiornare i colori brillanti degli ultimi anni affidandosi ai contrasti o di abbinare una cintura leopardata o una borsa di pitone al vestito dell’ultima stagione, tutto si gioca sulla capacità di scegliere il dettaglio giusto: investite in cose nuove, ma con cautela, e puntate sul classico.
Di conseguenza, se siete orientati verso lo stile “gaucho” di Hermes, vi converrà concentrare la spesa su classici come il denim e lo scamosciato, per risparmiare su inserti e mantelli che passano di moda più rapidamente. La cosa più sicura su cui investire per l’estate, però, è il colore, acceso, fresco e deciso, per chi non ama nascondersi. E se la situazione economica è magari un po’ grigia, non è detto che debba essere grigio anche il nostro guardaroba!
Va comunque notato, nonostante il carattere per molti versi audace e sfrontato delle collezioni e delle sfilate estate 09, che i grandi stilisti mondiali certo non ignorano il fatto che globalmente si sta spendendo meno, ma hanno voluto suggerire di non farci abbattere dalla recessione e di fare un ulteriore, intrigante sforzo per essere più brillanti.