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UNA QUESTIONE DI IDENTITÀ

Alla ricerca di una precisa personalità, ispirata al rapporto tra spazi interni e spazi esterni

testo di Marina Capaldo

Senza un motivo tangibile, ci troviamo spesso ad alloggiare o mangiare in alberghi e ristoranti che, semplicemente, sembrano avere una marcia in più rispetto ad altri. Capire a prima vista la formula magica che rende un determinato posto speciale non è così facile. Francesco Gatti, imprenditore romano, sembra avere la risposta giusta: il concept design. Un concetto creativo che permette di arrivare a creare una identità altamente personalizzata, ispirandosi ad un tema narrativo prescelto. Particolarmente ricettivi a questo modo di fare design sono gli alberghi che mirano il più possibile a creare un’atmosfera speciale ed irripetibile per i propri clienti. Francesco Gatti, che lavora nel settore del design e dell’edilizia da più di venti anni, ci spiega quali sono i vantaggi del concept design, in cui l’intero processo di creazione dell’immagine viene gestito da un unico pool di consulenti.

Come definirebbe il concept design?

Innanzi tutto bisogna specificare che il concept design ha senso ed è competitivo solo a livello medio-alto. Per intenderci, operiamo nella fascia dell’artigianato e non della produzione industriale serializzata, quindi l’obiettivo principale è quello di creare un’ immagine unica, spesso ispirata ad un tema o idea specifica. È un servizio unico, in cui integriamo tutti i principali aspetti, come la progettazione, la realizzazione edilizia, il branding e la produzione artigianale degli oggetti di arredamento, unici per quella specifica struttura.

In questo caso, diventiamo l’interlocutore unico del cliente, in grado di capirne fino in fondo richieste ed aspettative.

Quali sono i vantaggi economici?

I vantaggi sono rappresentati dalla qualità degli oggetti e dei materiali, che non sono “out-sourced”, ma vengono disegnati e prodotti dall’azienda. Inoltre, eliminando i passaggi tra i fornitori, conteniamo i costi e garantiamo, contemporaneamente, una qualità superiore. Quando realizziamo il design o la ristrutturazione di un albergo, l’arredamento è ad hoc ed unico.

A quali esigenze deve rispondere l’interior designer di un albergo?

L’albergo svolge diverse funzioni. Per il costruttore è un edificio, per l’hotelier è una struttura “pubblica”, per il cliente dell’hotel è una “casa temporanea”…noi dobbiamo farci interpreti di tutte queste esigenze e sintetizzarle in un concetto, in una proposta che sia originale e funzionale alle diverse richiesta.

Quali sono le differenze principali tra l’arredamento di una casa e l’arredamento di un albergo?

In un appartamento si lavora sulle esigenze specifiche di una sola persona o nucleo familiare e le richieste sono chiaramente piu articolate ed esclusive.

L’albergo ha, invece, la necessità di creare un design che abbia una sua identità specifica e che, al tempo stesso sappia essere recepito, apprezzato ed utilizzato da un pubblico molto più ampio. Inoltre, occorre dedicare una particolare attenzione all’aspetto funzionale di arredi ed oggetti, creando un linguaggio comprensibile a tutti - soprattutto a persone provenienti da altri paesi, perchè la natura di un albergo è internazionale - e mantenendo un’atmosfera accogliente, intima, che faccia sentire l’ospite come a casa sua.

Come nasce il ‘concept’ che rappresenterà poi l’identità dell’albergo?

Ci ispiriamo principalmente al rapporto tra l’edificio ed il contesto della città in cui è inserito, all’equilibrio tra realtà interna ed esterna, alla relazione tra gli spazi privati e quelli destinati al pubblico. L’equilibrio di tutti questi elementi viene sintetizzato in un concetto dall’identità e dall’atmosfera unica, con una sua propria linea narrativa.

Per esempio?

Noi lavoriamo molto a Roma - città difficile, complessa ma ovviamente molto stimolante - e sulla Tuscolana, in un quartiere tipico della periferia romana, abbiamo creato il Cinemusic Hotel. L’arredamento e l’atmosfera dell’hotel si ispira al cinema, ed in particolar modo al Neorealismo, che ha rappresentato e rappresenta al meglio la Roma dei quartieri periferici. Nell’ingresso è stato inserito un portale che ricorda l’ingresso di un cinema, all’interno abbiamo creato uno schermo d’acqua dove vegnono proiettate le immagini di famosi film del Neorealismo. Al posto dei quadri, abbiamo inserito fotogrammi di film italiani del tempo. Un altro albergo, il Twenty One, che apriremo in questi giorni, è invece un omaggio alla città intesa come luogo d’arte.

L’edificio è moderno, ma da qui si possono ammirare gli scorci più caratteristici di Roma quali il Pincio e San Pietro. Gli interni sono minimalisti ma ogni stanza gode di grande vetrate che creano una continuità tra tra il design contemporaneo ed il ricco passato artistico dell’Urbe. Sempre come tributo all’arte della città l’albergo ospiterà mostre itineranti di una certa importanza.

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